Genitori e Figli Adolescenti

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    Due volte genitori

    • Scritto da Elisabetta Zamberlan
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    “Due volte genitori” è un film-documentario girato da Claudio Cipelletti, regista di Milano, e prodotto da Agedo (Associazione genitori di omosessuali) con il finanziamento della Commissione europea. È un film per tutti, che parla (e fa parlare) in modo coinvolgente del rapporto tra genitori e figli. Racconta della scoperta, da parte di alcuni genitori, di avere un figlio gay o una figlia lesbica. È costruito sul filo conduttore del viaggio. Metaforicamente, come percorso interiore dei genitori, e concretamente: un itinerario dal Nord al Sud Italia, che passa dentro le case di alcune famiglie in diverse città. Riprende momenti di incontro in cui questi genitori si confrontano tra loro rispetto alle esperienze vissute, e scene di vera e propria vita familiare, in cui madri e padri parlano “in diretta” con i loro figli. Entra dunque nel cuore delle famiglie nel momento critico del “coming out”: la rivelazione dell’omosessualità del figlio/figlia. Descrive, con intensità e delicatezza, che cosa una scoperta del genere ha provocato in questi genitori, in termini di sofferenza, smarrimento, senso di perdita. E il percorso fatto poi per superare questo profondo sgomento, per andare oltre, per rimanere le mamme e i papà di persone che fino a quel momento non si conoscevano davvero.
    “Ho cercato di entrare in punta di piedi con la macchina da presa in questi gruppi e nelle famiglie”, racconta Cipelletti, “dopo aver creato, grazie alla collaborazione psicologica degli esperti, le ‘condizioni protette’ perché le persone potessero esprimersi senza allontanarsi dalla loro quotidianità, ma anche dando loro, con la ripresa, un’occasione speciale di confronto e comunicazione all’interno della famiglia”.
    Quali sono le reazioni di un genitore di fronte a questa rivelazione improvvisa? Smarrimento, senso di perdita, addirittura di tradimento. Ma anche di colpa. Di impotenza. Vergogna. Repulsione. Tanto da arrivare a mettere in dubbio l’amore verso il proprio figlio, o da parte sua. Paura del giudizio degli altri: un sentimento provato anche da chi credeva di non avere pregiudizi. Di colpo, convinzioni e aspettative di una vita vanno in mille pezzi. Madri e padri si sentono invasi dalle domande: “Chi sei tu davvero? E chi sono io che ti ho generato? Perché non sei normale: è colpa mia? Dove ho sbagliato? Perché proprio a me? Come posso redimerti? Per questo il titolo: “Due volte” genitori. Perché per uscire da un gorgo come questo è necessario addirittura rinascere. Più che di accettare il figlio, si tratta di accettare il fatto di dover ripartire da zero come genitori. Se ne esce solo mettendosi in gioco fino in fondo, cercando un rapporto il più onesto e autentico possibile con il figlio e soprattutto con se stessi.
    Queste madri e questi padri, ognuno a suo modo, con i suoi tempi, a volte molto lunghi, lo hanno fatto, tutti, perché hanno avuto voglia di crescere ancora, accanto ai loro figli. E per trovare la strada per riavvicinarli, l’hanno chiesta a loro. “Facendomi guidare nei primi passi da mio figlio, mentre una volta la roccia per lui ero io”, dice un papà.
    Non è certo qualcosa che riguardi soltanto l’omosessualità: quante volte i genitori guardano i figli senza capirli, sentono di non condividere le loro scelte, di non conoscerli? Si tratta di imparare a confrontarsi sulle differenze di aspettative e desideri, sulle diversità - tutte le diversità - che ci possono essere tra generazioni, appunto, diverse. Per questo sarebbe importante che ogni genitore arrivasse più preparato ad affrontare la realtà veramente vissuta da suo figlio, soprattutto in un periodo delicato come quello dell’adolescenza.